Le Cernie: Camping in Sardegna

Villaggio Camping in Sardegna
Camping in Sardegna

Le Cernie: Camping in Sardegna : Nuraghi - Numerosissimi e onnipresenti, sembrano gelosi ancora degli antichi segreti, che le dispute fra gli studiosi non sembra abbiano ancora compiutamente svelato. Ritenuti nei secoli opera di Ciclopi, di Semiti, di Micenei o dei mitici Shardana e dati per mausolei, templi solari, torri del silenzio o fortilizi, essi certamente rappresentano la massima espressione architettonica, economica e culturale di un popolo di costruttori, che da essi prende il nome di Nuragici. La tecnica costruttiva, attuata con massi disposti a secco e utilizzata per differenti tipologie, è un patrimonio comune in tutto il Mediterraneo, ma solo in Sardegna giunge ad esprimere avanzate soluzioni architettoniche, livelli di perfezione e monumentalità tali da renderli unici e impareggiabili. Semplici bastioni o alte torri circolari nelle fasi arcaiche, divengono spesso, nel tempo, strutture articolate, atte a una difesa militare passiva.

Tombe dei Giganti
L'imponenza delle sepolture nuragiche ha colpito da sempre la fantasia popolare, alla quale si deve la loro definizione. Megalitiche e monumentali, con una grande stele affiancata da grandi lastre ortostate nella facciata (le più antiche), che descrivono l'esedra, l'area destinata al culto, oppure rese con filari di pietre megalitiche, esse rappresentano la tomba collettiva, per tutti gli appartenenti al villaggio e il punto di contatto dei vivi con gli antenati, certo eroi e fondatori della stirpe. I defunti venivano deposti, forse con rito secondario, per il portello, nella lunga camera sepolcrale, ricoperta da tumulo. Aristotile tramanda i riti incubatori e propiziatori praticati dai Sardi, per lunghi giorni, al fine di riottenere la salute mentale, avere presagi per le decisioni importanti e per il progresso del clan. La forma globale, a barca rovesciata della camera o a pròtome bovina dell'insieme, è ritenuta simbolica e ritualmente significativa.

Betili e Pietre del Culto
Talvolta le tombe di giganti sono accompagnate da singolari pietre aniconiche, accuratamente lavorate in forma ogivale, essenziali nella linea, ma pregnanti nel significato. Vengono definiti bètili (dall'ebraico: luogo dove si sofferma il Signore) per la chiara destinazione sacrale di rappresentazione simbolica della divinità ed esprimono i principî essenziali, maschile e femminile, che sono all'origine della vita, secondo i contenuti di un'antichissima religione naturalistica. Disposte in allineamento, reiterano in due terne le divinità capaci di richiamare nuova vita dalla morte, secondo la concezione agraria, per cui la morte di un elemento è origine di vita, pari al seme che muore per germogliare e dare frutto. Modellini litici di nuraghi semplici e complessi, cippi trono, colonne e bacili sono altri elementi significativi e ricorrenti nelle manifestazioni degli antichi culti in Sardegna. Letteralmente "case delle fate-streghe", secondo la tradizione popolare, sono in realtà ipogei destinati ai defunti. Sono presenti in quasi tutta l'Isola, a testimoniare, nella loro varietà tipologica, le vicende delle popolazioni del Neolitico medio e recente e del Calcolitico (almeno dagli inizi del 4º alla metà del 3º mill.). Hanno planimetria semplice o articolata in numerosi vani, variamente disposti attorno ad un'anticella. Scavate in ogni tipo di roccia (granito, calcare, basalto, arenaria, ecc.), hanno ambienti talora angusti, ma spesso ampi e monumentali, non raramente impreziositi da motivi iconografici, naturalistici o stilizzati, legati ai contenuti religiosi e al culto dei morti dei diversi popoli di appartenenza. Essi sono ispirati al mondo animale e rappresentano protomi bovine o caprine, in stile naturalistico o schematico.